Soul Calibur V
Alla Gamescom 2011 si è svolta una battaglia epica: da un lato un anonimo giornalista, dall'altra il nostro Rasmus. Nel mezzo, la prima versione giocabile di Soul Calibur V.
Quando Soul Calibur V venne annunciato a maggio, tra le mani avevamo il titolo e un logo: non molto. Una delusione, dato che Namco Bandai ci aveva portato a Dubai per l'annuncio e per mostrarci il resto della line up.
Ma dopo una partenza lenta, sono giunte le immagini, i trailer e i nuovi dettagli, per culminare con la Gamescom dove ci siamo potuti sporcare le mani con una prima versione giocabile del titolo.
Ma naturalmente alla fiera tedesca è giunto qualche annuncio importante. Sono stati rivelati quattro combattenti tratti dai giochi precedenti della serie: Tira, Maxi, Voldo e Hilde. I fan ricorderanno che Hilde era fin troppo forte in Soul Calibur IV, ed era proibito utilizzarla nei tornei. Gli sviluppatori di Project Soul sono fiduciosi che il loro lavoro di bilanciamento possa aver risolto qualunque problema di questo tipo.

In realtà ben poche aggiunte sono state apportate al sistema di combattimento. In particolare, vi è un nuovo sistema di schivata che, spingendo rapidamente su e giù l'analogico, consente di evitare un attacco in arrivo. Occorre tempo per padroneggiarlo, ma in caso di successo si ha la possibilità di effettuare un contrattacco sempre vincente.
C'è anche il Critical Edge, un nuovo attacco molto potente, che con una sola mano può cambiare le sorti di una battaglia. Richiede di riempire la barra Edge al massimo, la quale si ricarica attraverso gli attacchi e le parate andate a segno. Una volta riempita, occorre ruotare l'analogico due volte e premere il grilletto destro. La procedura innesca un attacco colorito e ben animato, che priva l'avversario di una percentuale che varia dal 20 al 30 percento della salute, a meno che non riesca ad evitare l'attacco.
Dopo averci parlato di questo aspetto, gli sviluppatori hanno tirato fuori i controller: basta con le parole. È il momento di entrare nell'arena.

Una collega tedesca mingherlina è la prima ad offrirsi, e un giornalista americano grosso almeno il triplo la sfida. Com'era prevedibile, lei lo batte sonoramente. Poi altri due giornalisti, e finalmente è nostro turno.
Scelgo Hilde, una guerriera che indossa un'armatura con lancia e spada come arma, mentre il mio avversario sceglie Siegfried, il protagonista classico dei titoli precedenti, un cavaliere con una spada a due mani. Anche se non c'è niente in palio se non l'onore, sentiamo la sfida crescere mentre gli altri giornalisti si radunano attorno a noi
Il primo round va terribilmente male. Era parecchio che non giocavo a Soul Calibur, e prima di prendere confidenza con i controlli Hilde è già a terra. Il secondo turno va meglio, ma il mio avversario riesce ancora a porre fine al round con un colpo finale che spacca l'elmo di Hilde (un effetto puramente estetico, ci assicurano gli sviluppatori). Due turni a zero, ma per fortuna una gara al meglio di cinque.
Devo vendicare l'elmo rotto, anche se Hilde sembra spettacolare con i suoi capelli fluenti. Pur avendo perso i primi due turni, sono riuscito a caricare la barra Edge, e all'inizio del terzo turno scateno un attacco Crtitical Edge che va a segno, per la gioia della folla presente. Aiutata dalla sua lancia Hilde conclude il turno, e siamo due a uno.

Il round successivo inizia specularmente al precedente, con il mio avversario che scatena il suo attacco Critical Edge, ma manca il bersaglio e Hilde approfitta della situazione. Una battaglia sul filo del rasoio, ma alla fine Hilde ne esce con una vittoria di misura.
Il round finale deciderà il nostro destino. Entrambi scateniamo due attacchi Critical Edge, ma ancora una volta Hilde fa un buon uso della sua sua lancia e della sua spada. Siegfried va giù. Il nostro onore è stato difeso, e uno dei più grandi rimonte ha appena avuto luogo. Il battito cardiaco è a mille, mentre silenziosamente come ci rimettiamo a sedere.


Il resto dei giornalisti, a turno, mette le mani sul gioco fino a quando ci è stato detto di lasciare la stanza. Project Soul semplicemente ha lasciato che il gioco parlasse da sé, e non ci sono discorsi lunghi da fare per accompagnare l'azione che si svolge sullo schermo. A parte i personaggi annunciati alla Gamescom, ce ne era qualcuno extra con cui giocare, ma a giudicare dalla schermata di selezione ce ne saranno tanti altri nel gioco finale. Uno dei personaggi più divertenti era Pirra, la figlia di Sophitia, dotata di scudo e spada come sua madre. Sembra davvero sconvolta quando picchia i suoi avversari, e grida: "Mi dispiace!" e "Ti prego perdonami!" mentre prende tutti a calci nel sedere.
Lasciamo l'angolo di Soul Calibur alla Gamescom con un grande sorriso sui nostri volti. Soul Calibur V ci soddisfa, persino in questa fase iniziale di sviluppo.