Sleeping Dogs
Non svegliare il can che dorme. Perché c'è una grossa possibilità che s'incazzi. Abbiamo provato Sleeping Dogs, interessantissimo free-roaming al sapore di involtino primavera.
Non mi è ben chiaro quello che sta succedendo attorno a me. Mi trovo in un appartamento, vestito di tutto punto. È casa mia: c'è il televisore, il letto, un armadio. Passo in rassegna i miei vestiti, non ce ne sono molti. "Potete personalizzare il vostro aspetto", mi dicono. Detto, fatto: lascio il mio alter ego in mutande (a pois) ed esco.
Mio malgrado genero una situazione di involontaria comicità: il mio uomo sale su di una moto e si dirige per le strade di Hong Kong con indosso solo i boxer. Da quelle parti si guida a sinistra, e per la prima volta provo l'ebrezza di stare dal lato sbagliato della strada in un videogioco.
Pur non avendo ricevuto alcun briefing in merito alla vicenda narrata in {Sleeping Dogs}, le cose sono chiare sin da subito. Sono un doppiogiochista: lavoro per la polizia, ma il mio aspetto poco raccomandabile mi permette di infiltrarmi nelle cellule criminali della metropoli asiatica.

Hong Kong è straordinaria: un melting pot di culture, una città cinese in cui si notano ancora i decenni di dominio britannico. Sono felice di poter esplorare un ambiente come questo: solitamente i free-roaming ci abituano a città americane o comunque occidentali. Sleeping Dogs è l'anello di congiunzione tra {Grand Theft Auto} e {Yakuza}: si esplora, si rubano le auto, si fa casino e si combatte a mani nude.
La mia prima missione da infiltrato mi chiede di prendere possesso di un autobus e di andare a dare una lezione a qualche banda rivale. Salgo a bordo del mezzo, accompagnato dalla gang. Mi dirigo in vari luoghi della città, dove un manipolo di sgherri mi attende. Inizio a tirare cazzotti, e scopro subito quanto questo videogame sia diverso da tutti gli altri. Nel bene e nel male.

In effetti, il sistema di combattimento è la croce e la delizia di Sleeping Dogs. Gli sviluppatori hanno cercato di renderlo il meno ripetitivo possibile, lasciando ampio spazio al kung fu e all'utilizzo di armi improvvisate. Pugni, calci, combo. Uso un sacchetto della spesa per distrarre un nemico, e poi lo falcio con un calcio rotante, prima di rialzarlo e finirlo con qualche pugno sul muso.
In un secondo momento, mi ritrovo in un dojo, dove mi viene insegnato a direzionare i miei colpi. In questo caso, vengono messi a nudo alcuni problemi nei controlli. Il sistema prevederebbe di premere un pulsante mentre si muove lo stick sinistro, ma non funziona. Guardo in faccia qualche collega seduto vicino a me, e ci rendiamo subito conto che il gioco non si comporta come vorremmo. Quando si cerca di combattere con stile, in pratica, si finisce per prendere più pugni di quanti se ne infliggono.
In ogni caso ogni combattimento è emozionante, grazie anche alla presenza di alcune finisher che fanno uso dell'ambiente circostante. Fracasso la testa di un tizio che deve dei soldi a un mafioso in una cabina telefonica, e poco dopo mi occupo di alcuni cattivi in un club privato con l'aiuto di alcuni tavoli spigolosi.
La parola "cattivi" non è certo adatta a descrivere i nemici. Il nostro ruolo di doppiogiochista, in pratica, ci pone continuamente al di là del confine della legalità. Le scelte etiche dovrebbero avere un certo peso nel gioco, tant'è che una barra determina quanto cattivi o buoni siamo stati nel corso di ogni missione. Le scelte compiute, a quanto pare, determinano l'andamento della vicenda, e persino le azioni più innocue - come investire un parcometro o ammaccare un'auto parcheggiata - causano un cambiamento nel nostro karma.
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La vicenda principale è ben narrata e, nonostante mi venga concessa poco più di un'ora in compagnia del gioco, riesco a farmi catturare. Gioco per tutti i minuti concessimi, giungendo addirittura al di là del percorso previsto da questo "tour guidato" del gioco negli studi di Koch Media a Milano.
Mi dicono che non sarei dovuto entrare in un locale, nel quale vengo invitato a superare un minigioco che ha dell'assurdo, considerando il mood di questo gioco. Mi ritrovo con un microfono in mano, intento a cantare una famosissima canzone di un gruppo punk londinese in un karaoke. Sbraito le parole della canzone muovendo in su e in giù lo stick sinistro, stonando come un tacchino in un mattatoio. Ma è divertente.
Ancora, gironzolando per la città mi imbatto in numerose richieste d'aiuto. Una signora vuole truffare l'assicurazione gettando la sua auto nel mare. Decido di aiutarla, rubando la sua auto e lanciandola a tutta velocità verso il molo, lanciandomi fuori pochi secondi prima dell'impatto.

In effetti Sleeping Dogs è un gioco pieno di diversioni. Alcune, come detto, sono assurde (come il karaoke), altre sono "geek" (ho dovuto installare una telecamera nascosta per fare arrestare uno spacciatore attraverso un rompicapo in stile Mastermind), altre ancora sono finalizzate alla progressione del personaggio.
I personaggi sono ben delineati. Conosco i cattivi, i miei colleghi poliziotti e una ragazza di nome Amanda, un'occidentale affascinante che non vedo l'ora di poter conoscere meglio, quando il gioco arriverà nei negozi.

In effetti {Sleeping Dogs} ha destato la mia attenzione. Nonostante il suo travagliato sviluppo e il passaggio di consegna tra vari publisher con tanto di cambio di titolo, sono uscito soddisfatto da questa prova. Si tratta di un free-roaming diverso dagli altri, poiché pieno di deviazioni da quello che - altrimenti - sarebbe solo un GTA al sapore di ravioli al vapore.
La città di Hong Kong, come detto, è una delle ambientazioni più affascinanti che abbia mai avuto il piacere di provare. Il sistema di guida è decente e, nonostante i problemi evidenti nel sistema di combattimento ("sarà colpa del codice preview", si scherza, ma sappiamo bene che nel gioco definitivo cambierà poco) mi sono divertito parecchio.

Quando il gioco arriverà nei negozi, il giorno 17 agosto, l'uscita di GTA V sarà ancora lontana. E, considerando la particolarità di questo titolo e i suoi ambienti unici, sono certo che riuscirà a conquistarsi uno spazio. Il cane dormiente si sta per svegliare. Meglio essere pronti.
Gamereactor Italia