Gamereactor

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Resident Evil 7: Biohazard

Resident Evil 7: Beginning Hour

Quando Resident Evil gioca a fare Silent Hills. E lo fa male.

Maledetto sia P.T.. E non per colpa sua, sia chiaro, ma per aver scatenato, seppur inconsciamente, una valanga di inutili e insulse imitazioni che si sono susseguite nei mesi successivi alla sua cancellazione. Una serie di rifacimenti tra l'altro ingiustificati, dal momento che {Silent Hills} - come ribadito dai suoi stessi creatori, la leggenda dell'industria Hideo Kojima e il regista Guillermo Del Toro -poco aveva in comune con il suo Playable Teaser. P.T., infatti, era un progetto nato semplicemente per sondare un ambito, quello del genere horror, oramai inspiegabilmente incapace di generare "paura", forse perché assuefatti dagli orrori del quotidiano o più semplicemente assuefatti da un genere che non ha più nulla da dire (a tal proposito, avevamo dedicato un approfondimento sull'argomento un paio di anni fa). E cosa c'è di più spaventoso della tranquillità delle quattro mura domestiche, scandita dalla routine maniacale, che viene improvvisamente interrotta da una forza esterna?

Il luogo che dovrebbe rappresentare il nostro rifugio per eccellenza, la nostra casa, si trasforma nel peggiore degli antri infernali, scaraventandoci in un loop dove ciò che rappresenta l'abitudine, nasconde in realtà un lato oscuro. Su questo P.T. aveva fatto un lavoro egregio, buttandoci all'interno di una casa - all'apparenza normale e i cui abitanti, almeno stando ai tanti dettagli disseminati per la villetta, altro non erano che l'incarnazione della famiglia perfetta. Da P.T. in poi, si sono susseguiti un sacco di copia e incolla, alcuni veri e propri omaggi da parte di fan delusi dalla cancellazione del progetto da parte di Konami, altri palesi plagi ingiustificati (si veda {Allison Road}, chissà come mai fallito miseramente poco tempo fa), che hanno voluto cavalcare la nueva onda della paura perseguita dal duo Kojima/Del Toro, tuttavia senza coglierne i reali intenti.

E fa riflettere il fatto che uno dei padri fondatori del genere horror videoludico - la "ella fu gloriosa" serie creata da Shinji Mikami, Resident Evil, che dal quarto capitolo in poi ha perso completamente la bussola, virando ad un mood decisamente più action/survival che horror - abbia voluto a sua volta compiere un'operazione analoga con la demo di {Resident Evil 7}: Beginning Hour, già scaricabile da PlayStation Store per tutti gli abbonati PlayStation Plus. Fa riflettere che una serie - che ha costruito la sua mitologia attorno a zombie, aziende corrotte, virus diabolici e agenti coraggiosi pronti a contrastare qualsiasi avversità - abbia deciso di lasciarsi ingenuamente tutto alle spalle, per inseguire una moda, che già ora puzza di stantio. Nella breve demo di un'ora che abbiamo avuto occasione di provare, vestiamo i panni di un cameraman, che ha l'unico e solo scopo di sfuggire dall'incubo di una casa abbandonata da tre anni e dove, che-strano!, una famiglia apparentemente normale (e non degli zotici analfabeti, ma gente umile e onesta dell'America rurale) è improvvisamente scomparsa nel nulla.

La loro estemporanea sparizione ci viene testimoniata anche dai piatti, dal cibo (oramai rancido) e dalla tavola apparecchiata presente nella cucina abbandonata, prova del fatto che qualcosa di inatteso abbia fatto irruzione in quella casetta di provincia, sconvolgendo la routine e la quotidianità di quelle vite. Attraverso un gameplay minimalista, principalmente votato all'esplorazione e alla risoluzione di piccoli puzzle (tutto rigorosamente in prima persona, aspetto dovuto al fatto che l'esperienza finale sarà fruibile anche attraverso PS VR), il giocatore è chiamato a spostarsi di stanza in stanza, alla ricerca di una via d'uscita per sfuggire da quell'incubo reale, da quella trappola mortale. Le premesse potrebbero, a loro modo, destare qualche interesse da parte degli amanti del genere (categoria a cui appartiene fieramente chi scrive), ma la Beginning Hour di {Resident Evil 7} manca di un aspetto fondamentale per far breccia nel nostro cuore impavido: la novità. Tutto già visto, tutto già vissuto sulla pelle. Tra l'altro, al contrario del Playable Teaser di {Silent Hills}, manca di quella ricercatezza nell'ambiente sonoro (no, non è avvolgente e da brivido come P.T.) e nella cura dei dettagli che avevano catalizzato l'attenzione di chi aveva giocato la demo di Kojima&Co., a partire anche dall'impianto delle animazioni, qui eccessivamente legnose per essere un prodotto che mira ad uscire il prossimo 24 gennaio. Inoltre, il ritmo che permea l'azione è di una lentezza esasperante, incapace di generare in noi quel senso di adrenalina che il genere dovrebbe (e qui il condizionale è d'obbligo) portare con sé.

La nostra impressione a caldo, basata ovviamente su una demo di una durata esigua, è che {Resident Evil 7} non ci ha convinto. Semplicemente perché non è Resident Evil - che visti gli ultimi due capitoli, potrebbe anche essere un'arma a suo favore- ma gioca a fare qualcos'altro, a metà tra {Outlast} e la già ultra-citata demo di {Silent Hills}. Delude che proprio una serie illustre, che ha stabilito il canone del genere horror videoludico, sia stata costretta ad inseguire una moda, spacciando questo cambiamento di tendenza come novità, tradendo, di fatto, le sue origini. E qui non siamo contrari al cambiamento, sia chiaro. Una boccata d'aria fresca alla saga è più che meritata dopo vent'anni di onorato servizio, e ci aspettavamo prima o poi un necessario restilying in termini di idee. Ma probabilmente non in questo modo, non attingendo (e anche male) da idee altrui. Dunque, che diavolo è {Resident Evil 7}? Se è quanto offerto grezzamente dalla sua demo (che, come P.T., è solo un mezzo con lo scopo di calarci nell'atmosfera di questo settimo capitolo), allora preferiamo rinunciarci in partenza.