Marvel vs Capcom 3
La serie Marvel vs Capcom ritorna sulle nostre console in alta definizione nel suo terzo capitolo. Questa volta anche i casual gamers avranno pane per i loro denti...
C'è un problema con i picchiaduro contemporanei. Lo definirei "sovraffollamento del roster". Se, un tempo, avevamo a che fare con dodici o quattordici personaggi, oggigiorno ci ritroviamo con almeno trenta diversi combattenti. Un numero così elevato significa due cose: in primis, una curva di apprendimento maggiore (più personaggi equivalgono a più mosse speciali e abilità da imparare), e in secondo luogo un maggiore rischio di sbilanciamento tra le capacità dei vari personaggi. La cosa vale in maniera ancora maggiore quando, come avviene in {Marvel vs Capcom 3: Fate of Two Worlds}, è necessario selezionare tre diversi personaggi con cui giocare.
Ma partiamo dal principio. La lunga serie "versus" di Capcom ha avuto il grande pregio di creare degli ottimi crossover intermediali. Personaggi dei videogiochi Capcom si sono affiancati ai fumetti (Marvel), agli anime (Tatsunoko) e ad altri personaggi di videogiochi rivali (SNK), sempre mantenendo la qualità del gioco alta. La serie "versus", però, prende le distanze dal più pettinato e canonico picchiaduro alla Street Fighter, dove la coordinazione e il completamento di combo più o meno complicate decretava il vincitore. In "versus" siamo decisamente più rilassati, meno concentrati sui controlli e più sull'azione. In questo senso, il termine beat-em-up assume la sua vera valenza: sono i personaggi a venire picchiati, non i pulsanti.

In Marvel vs. Capcom 3 la formula non cambia: scelti tre personaggi dall'ampia lista contenente alcuni fra i più classici personaggi dei due diversi mondi, si entra immediatamente in battaglia. Il crossover fumetto-videogioco è accentuato dalla presentazione, costituita sia da brevi filmati introduttivi realizzati con il motore grafico del gioco che da finali caratterizzati da vignette impaginate, modificate a seconda dei personaggi scelti e dell'esito dello scontro.
Ogni personaggio è dotato di caratteristiche peculiari, talvolta mutuate direttamente dal personaggio originale (vedi tutti i personaggi Marvel e gran parte dei personaggi Capcom tratti da altri picchiaduro o titoli action), talvolta implementate per arricchire uno stile di combattimento altrimenti piatto. Combo, colpi speciali e mosse finali sono uniche per ogni personaggio, al quale si aggiunge la possibilità di chiamare in causa uno dei tre compagni scelti per una breve assistenza e/o la possibilità di cambiare personaggio prima che questi venga sconfitto. Il giocatore, dunque, deve saggiamente passare da un personaggio all'altro in modo tale da sfruttarne le potenzialità, stando attento a non farsi eliminare. Finché si hanno tutti e tre i personaggi a disposizione, infatti, le cose sono estremamente più facili. Al contempo è bene cercare di eliminare uno dei tre personaggi avversari nel minor tempo possibile, in modo da porre l'avversario in un immediata situazione di inferiorità.

Da questo punto di vista, dunque, Marvel vs. Capcom 3: Fate of {Two Worlds} mantiene inalterate le caratteristiche della serie, caratterizzata da scontri molto rapidi, mosse estremamente potenti e da una dinamicità generalmente molto elevata. Quello che cambia, invece, è l'evidente apertura verso un mercato più casual.
Ad essere onesti, la serie Marvel vs. Capcom non è mai stata particolarmente hardcore. Certo, padroneggiare il gioco richiede impegno e dedizione, ma nulla di paragonabile a uno {Street Fighter IV} dove l'esperienza del giocatore è sostanzialmente anteposta a qualunque altro elemento (velocità, caos, uso spasmodico delle mosse finali). Questa volta, però, il gioco introduce una modalità specificatamente dedicata ai giocatori meno esperti, selezionabile prima di ogni incontro e in grado di modificare in maniera profonda i controlli. Optando per la modalità più semplice, tutti ma proprio tutti possono giocare nei panni di un giocatore pro, generando mosse speciali e abbattendo nemici semplicemente premendo più tasti contemporaneamente, senza la necessità di maneggiare sapientemente il proprio arcade stick (o la levetta analogica di sinistra).

La scelta, tuttavia, crea un profondo iato tra il giocatore "normale" e il giocatore "casual". Nella mia fase di test ho avuto modo di scontrarmi con un collega che, nei panni di Ryu, non aveva la minima idea di come si facesse una classica haduken. Risultato: benché io sapessi padroneggiare qualunque mossa del personaggio di Street Fighter, la scelta della modalità semplice del mio avversario mi ha pressoché travolto. Mi sto ancora leccando le ferite.
Se ne deduce un possibile sbilanciamento del gioco che, difficilmente, consentirà scontri alla pari tra esperti e non esperti. In questo senso, molto meglio il vecchio handicap: perlomeno si ha la sensazione di gareggiare ad armi pari.

Un certo grado di sbilanciamento si è notato anche tra i vari personaggi, e qui veniamo al "sovraffollamento del roster" di cui parlavo all'inizio dell'articolo. Alcuni personaggi - uno su tutti, il Super Skrull - sono davvero troppo forti se paragonati, ad esempio, al classico Amaterasu di Okami. Il gioco, prossimo al rilascio, certamente non avrà il tempo di correggere questi sbilanciamenti, un fattore che potrebbe sensibilmente compromettere l'esito di alcune partite.
In ogni caso la serie è ancora straordinariamente divertente, accompagnata da una grafica ben sopra la media. La sensazione, dopo il test, è di avere fra le mani un prodotto molto solido, in grado di divertire per ore senza troppi pensieri. Certo, i grandi esperti del genere picchiaduro potrebbero trovare nel gioco una certa piattezza, ma quanto visto fino ad ora garantisce un certo margine di sicurezza in quanto a qualità del prodotto. L'appuntamento con {Marvel vs Capcom 3: Fate of Two Worlds} è per il 18 di febbraio.
Gamereactor Italia