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I am error.

La nuova console di Nintendo, potenzialmente, è una vera rivoluzione. Ma Nintendo, a partire dal suo annuncio, ha sbagliato ogni mossa. Vediamo perché.

Ogni anno, passato quel misto di euforia e spossatezza che caratterizza ogni E3, siamo soliti riflettere su quanto visto allo show internazionale dedicato ai videogame più importante del mondo. Ogni anno ci divertiamo nel leggere le top e le flop 5 dell'evento, in grado di regalare emozioni e momenti di sana ilarità. Naturalmente il "meglio del peggio" resta l'argomento più interessante perché, per un momento, possiamo abbandonarci ad additare e prendere allegramente in giro chi si è ridicolizzato sul palco.

Ogni compagnia ha, suo malgrado, ricevuto parecchie nomination alla "flop 5" nel corso di questi anni. Tutti ricordiamo l'orribile annuncio di Ridge Racer per PSP ad opera di Kaz Hirai sotto l'effetto di qualche sostanza psicotropa, così come l'annuncio di Kinect con video palesemente pre-registrati o il tremendo assolo di batteria alla presentazione di Wii Music. Quest'anno, però, è accaduto qualcosa di mai visto prima.

Quello che probabilmente sarà ricordato come il peggiore momento dell'E3 2011 è, contemporaneamente, anche il migliore momento dell'anno. Parliamo dell'annuncio di Nintendo Wii U, la nuova console dell'azienda di Kyoto destinata ad inaugurale la nuova generazione di console. Nintendo ha contemporaneamente sbagliato l'annuncio, il nome del prodotto e la sua presentazione, pur annunciando qualcosa di valido e destinato, ancora una volta, a rivoluzionare il mondo dei videogiochi. Vediamo perché.

Il nome

Evidentemente Nintendo è dura di comprendonio. Avevamo il NES che divenne Super Nintendo. Poi entrammo nell'era del Nintendo 64. Infine Game Cube e Wii. Prodotti ben differenziati a partire dal nome. La metafora introdotta con l'utilizzo del nome Wii, una sorta di linea di demarcazione tra il vecchio e il nuovo, funzionò alla grande. Tant'è che oggigiorno possiamo finalmente affermare che nella lingua italiana Playstation non è più sinonimo di console.

Con i prodotti portatili, invece, Nintendo ha compiuto gravi errori di marketing. Vi fu un periodo, intorno ai primissimi anni Novanta, in cui Nintendo lanciò in Italia un prodotto denominato Game Boy Color. Non si trattava del "vero" Game Boy Color (il Gameboy con grafica a colori), ma di un Game Boy con guscio colorato. Quando uscì il Game Boy Color, quello che tutti conosciamo, Nintendo fu costretta a lanciare una campagna pubblicitaria in cui si spiegava che il Game Boy Color non era il Game Boy colorato, ma un Game Boy con schermo a colori. In quel caso, però, la colpa era di chi distribuiva il prodotto in Italia (all'epoca GIG Giochi Preziosi, Nintendo ne era coinvolta a livello indiretto).

La cosa si è ripetuta, questa volta a livello mondiale, con l'annuncio di Nintendo 3DS. Nintendo 3DS ha un nome troppo simile al suo predecessore Nintendo DS. La strategia adottata, inoltre, ha spinto la console sul mercato come "un Nintendo DS in 3D" anziché come la nuova console portatile più performante disponibile attualmente. In questa occasione, Nintendo non è corsa ai ripari con un'appropriata campagna d'informazione, aggravando ulteriormente le cose con la faccia di Luca Toni in televisione che si limita a dire "oh, che storia sto 3D!". Morale della favola: le vendite di 3DS rallentano e la percezione resta quella di una "console in 3D" anziché di una console completamente nuova. Un gancio debole, specie in un periodo di crisi economica a livello mondiale. In più, mancano i giochi. Ma questo è un altro discorso.

Nintendo Wii U è il reiterarsi del medesimo errore. Una console con un nome troppo simile al suo predecessore e, al contempo, con un nome da accessorio. Negli ultimi anni Nintendo ha rilasciato ogni accessorio per la sua console casalinga inserendovi all'interno del nome un "Wii". Ed è così che abbiamo la Wii Balance Board, il Wii Motion Plus, la Wii Zapper, il Wii Remote Plus, eccetera. Wii U è il nome perfetto per un accessorio, non per una nuova console. Ma la cosa è ben più grave, se ci soffermiamo sul concept del prodotto stesso.

Solo un nuovo controller?

La domanda, retorica per gli esperti, resterà sulla bocca della maggior parte dei giocatori per parecchio tempo, probabilmente ben oltre l'uscita di Wii U sul mercato. Nintendo alla sua conferenza ha presentato il controller della sua nuova console, in una maniera tale da creare più dubbi che risposte. Ovvero, da quanto visto sul palco non è apparso chiaro sin da subito che l'apparecchio presentato fosse il controller di una nuova console. Persino tra i giornalisti ci si chiedeva se Wii U fosse il controller, fosse la nuova console o, addirittura, se fosse un accessorio in grado di potenziare il vecchio Nintendo Wii (vedi il paragrafo precedente).

Reggie Fils-Aime dal canto suo ha spiegato come Nintendo non volesse parlare di "tecnica" e di "teoria" ma solo di "pratica" nel momento della presentazione di Nintendo Wii. Vi è però da dire che il tra decantare le potenzialità della console esprimendole in gigahertz o teraflop, e lo spiegare il fatto che dietro al controller si nasconde un prodotto hardware completamente nuovo, ci passa un oceano. Nintendo non ha fatto né l'uno né l'altro, lasciando appassionati e giornalisti con mille domande a cui il povero Reggie ha dovuto rispondere nei momenti subito successivi alla conferenza stampa.

E se il concetto non era chiaro ai giornalisti, a chi si approccia professionalmente al mondo dei videogiochi, figuriamoci ai fruitori finali. Nintendo, in questo senso, ha sbagliato completamente strategia.

I giochi

La conferenza Nintendo è stata povera di giochi. Siamo rimasti letteralmente sorpresi, una volta chiusasi la conferenza stampa, di trovare una documentazione giornalistica così ricca in merito a titoli mai annunciati sul palco dell'E3. Nel sito con i materiali stampa Nintendo abbiamo trovato decine di giochi, a fronte delle poche unità mostrate durante il keynote. Per quanto riguarda Wii U, le cose sono quasi disastrose.

Durante la conferenza Reggie Fils-Aime ha insistito nel dichiarare che i giochi presentati sono solo "demo concettuali" e che non riguardano in alcun modo i prodotti finiti. Nintendo probabilmente non aveva nulla da mostrare, ma tra i fan si è provata la netta sensazione che mancasse qualcosa. Niente Zelda, niente Mario, niente di niente: solo delle demo con Mii, porting di Wii Sports e qualche ninnolo. Fa eccezione la demo di Zelda che, tuttavia, non rappresenta l'annuncio di un nuovo titolo della saga di Link.

Nintendo ha mostrato titoli di terze parti che, in buona sostanza, hanno lasciato intuire la capacità della console di avvicinarsi a un mercato più hardcore. Ma, contemporaneamente, ha infilato nel suo padiglione solo titoli ben poco appetibili per il pubblico più esperto. Gli unici annunci in merito a prodotti più "core" sono arrivati nei giorni seguenti da produttori come Ubisoft ed Electronic Arts che, tuttavia, si sono limitati a parlare dell'arrivo delle loro già note proprietà intellettuali sulla nuova console (Ubisoft, per dovere di cronaca, ha annunciato due titoli in esclusiva).

Rivoluzione?!

Eppure, nella valanga di errori perlopiù di natura commerciale, Nintendo ha compiuto un passo destinato a cambiare per sempre la storia dei videogiochi. La nuova console allargherà le frontiere videoludiche, con l'adozione dei concetti di multifinestra, multitasking e argumented reality sulle home console. Qualcosa di mai visto fino ad ora che, se sfruttato a dovere, potrà cambiare per sempre il panorama videoludico del futuro.

A livello concettuale Nintendo Wii U è un prodotto rivoluzionario almeno quanto Nintendo Wii, a patto che le mosse di marketing del futuro consentano alla console di raggiungere un pubblico di massa in breve tempo. Se Nintendo riuscirà ad accompagnare l'evoluzione tecnologica a una corretta comunicazione, tutto risulterà in discesa. Ma se si continuerà con la strada "semplificatoria" e forse un po' enigmatica che abbiamo visto quest'anno alla conferenza stampa del Nokia Theater, beh, Nintendo avrà davanti a sé un cammino alquanto impervio.