Gamescom 2012: il bilancio
Un'altra Gamescom ha chiuso i battenti, ma quella di quest'anno aveva un sapore dolceamaro. Grandi assenze, meno gente ma alcuni annunci importanti. Ecco come è andata.
"Quest'anno sarà più piccola dell'anno scorso". Era luglio, e a Gamereactor si parlava della Gamescom. Come ogni anno, dovevamo decidere quanti fra i vari redattori del nostro network avrebbero partecipato alla fiera.
Le notizie non erano certo entusiasmanti: Nintendo e Microsoft non avrebbero partecipato. Sony era in forse, Sega e Square Enix sarebbero state relegate in un angolino di un publisher tedesco. Ciononostante, Gamereactor ha partecipato alla Gamescom con una squadra di 7 redattori e 3 cameraman e, in fin dei conti, si è rivelata una scelta giusta.
È vero, quest'anno la fiera sembrava più piccola. C'erano più spazi vuoti, le sale erano meno affollate. Laddove lo scorso anno feci 30 minuti di coda per vedere uno dei giochi di punta di Electronic Arts, quest'anno ne ho fatti appena 5. Nel complesso tutto sembrava più rilassato: sono riuscito a sedermi, e in sala stampa c'era quasi sempre un posto libero.
Eppure, il pubblico non è mancato. Difficile fare una stima, ma credo che la partecipazione di quest'anno sia stata consistente. Non ho idea se quest'anno si sia raggiunto lo straordinario risultato dello scorso anno (a giudicare dal traffico in autostrada del giovedì direi di no), ma comunque le persone presenti in fiera erano davvero tante, e per spostarsi da un lato all'altro della Koelnmesse ci volevano circa 10 minuti di slalom tra ragazzini sudati e cosplayer.

I giochi, però, erano il vero punto cruciale. Senza Nintendo e Microsoft la fiera si è certamente giocata due occasioni importanti. La cosa si è notata particolarmente nell'assoluta latitanza di Wii U e Nintendo 3DS, praticamente assente nella zona aperta al pubblico e molto rara nei padiglioni riservati alla stampa. Un vero peccato, considerando che questa sarebbe stata l'occasione perfetta per mostrare al pubblico europeo le novità dell'azienda di Kyoto. Nintendo, in ogni caso, non ha mai amato le fiere internazionali (e ha più volte disertato lo stesso Tokyo Game Show).
Ben più difficile da interpretare è l'assenza di Microsoft che, al contrario, ha bazzicato più volte il Tokyo Game Show (un territorio avverso al colosso americano). Inoltre, bisogna tenere in considerazione la recente crisi che ha colpito alcuni publisher tedeschi, che si sono ritrovati ad essere distribuiti da un'azienda come Koch Media, colosso tedesco della distribuzione. La cosa si è tradotta nell'assenza di padiglioni dedicati nell'area stampa, e nella presenza di più PR al banchetto di accettazione - con conseguente caos nelle code e nell'accreditamento.

A proposito delle code, quest'anno il tutto è sembrato più "flessibile" dello scorso anno. Fatta eccezione per alcune ragazze all'ingresso intente ad alimentare lo stereotipo del rigido teutonico, siamo riusciti ad entrare nelle salette stampa quasi sempre e senza alcuna protesta. In alcuni casi sono persino riuscito a scambiare degli appuntamenti con dei colleghi, una cosa che - negli scorsi anni - avrebbe mandato in crisi profonda le hostess dell'accettazione.
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Naturalmente, sono i giochi i veri protagonisti della fiera. Quest'anno, nonostante le premesse non proprio rosee della vigilia, abbiamo avuto delle lietissime sorprese. Si pensi a Remember Me, il nuovo gioco di Capcom che, per certi versi, si è rivelato il "Watch Dogs" di Colonia: un titolo cyberpunk ambientato in una Parigi futuristica, con dinamiche di gameplay legate all'hacking e all'esoterismo digitale. O, ancora, abbiamo avuto modo di vedere alcuni nuovi titoli di Sony, tra cui Killzone: Mercenaries e Tearaway per PS Vita, Until Dawn e Rain per PS3.
Ma, per quanto mi riguarda, la Gamescom 2012 non ha fatto altro che confermare i miei sospetti: la crescita spaventosa del gaming PC e l'enorme aumento dei giochi free-to-play. Soltanto nel primo giorno di fiera ho avuto modo di vedere in azione 5 giochi free-to-play sui 10 che ho visto (si pensi che l'anno scorso ne vidi soltanto uno in tre giorni di fiera). I padiglioni dei giochi free-to-play erano davvero giganteschi, e aziende come Wargaming.net avevano installato dei colossali ledwall larghi qualche decina di metri, su cui venivano proiettate immagini del gioco. Notevole anche la presenza di Vae Victis, azienda di Cesena (e unico produttore italiano ad avere un padiglione nell'area aperta al pubblico), anch'essa con il suo gioco di auto free-to-play intitolato Victory: The Age of Racing.

Insomma, nonostante la crisi, nonostante le grandi assenze, nonostante il sospettato calo di presenze, la Gamescom 2012 si è rivelata essere un evento interessante. Di solito considerata un "more of the same" dai giornalisti di mezzo mondo, quest'anno la fiera tedesca ci ha riservato qualche sorpresa. È stata una fiera divertente, meno spossante degli scorsi anni e dalla quale sono tornato a casa con un sacco di spunti a cui dedicherò il lavoro del prossimo mese. Restate connessi su Gamereactor, ne vedrete delle belle.