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Foxconn: Nintendo risponde

"Tutto risolto", ma piovono le critiche

Dopo lo scandalo rivelato dai media cinesi sulla fabbrica Foxconn, attualmente incaricata di produrre le console Nintendo Wii U, l'azienda di Kyoto ha aperto un'inchiesta interna e rilasciato alcune dichiarazioni al sito web Kotaku.

Nintendo ha dichiarato che, dopo le investigazioni interne, sono state effettivamente rivelate delle irregolarità. L'azienda Foxconn si è presa carico di tutte le accuse, e Nintendo si è dichiarata estranea alla vicenda.

Fa discutere, invece, il provvedimento dell'azienda produttrice della console, che - per risolvere il problema - ha semplicemente licenziato tutti i lavoratori minorenni dell'azienda.

"Così potranno tornare a morire di fame", ha ironizzato qualche utente su Kotaku, senza discostarsi troppo dalla realtà dei fatti. Il problema che ha scatenato il polverone, infatti, non sembra essere la presenza di quattordicenni nell'azienda (nella maggior parte dei Paesi l'età minima lavorativa è tra i 14 e i 16 anni), quanto piuttosto le condizioni di lavoro descritte dal ragazzino intervistato dai media cinesi, testimone di veri e propri soprusi da parte dei capi e dai responsabili del reclutamento.

Foxconn, insomma, sembra uscire da questa vicenda con poca eleganza, scaricando le colpe su di un'altra azienda e accertandosi che le regole vengano rispettate, senza però curarsi del vero problema. A questo punto è lecito attendersi un'altra ondata di critiche anche nei confronti dell'azienda di Kyoto, che ha comunque dichiarato che si informerà sulle reali condizioni di lavoro nelle fabbriche in cui vengono realizzati i propri prodotti.