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F1 2010

F1 2010

Codemasters prova a riportare in auge una serie che ha toccato il fondo della mediocrità. Esperti di racing game, sommati a un franchise straordinario uguale risultato assicurato?

Abbiamo tutti un debole per la Formula 1. Certo, c'è chi non ama questo sport, c'è chi lo ritiene noioso, pieno di regolamenti restrittivi. Eppure la Formula 1 è l'unico sport su quattro ruote che da decenni riempie le nostre domeniche. L'unico appuntamento sportivo in grado di farci dimenticare il campionato di calcio per qualche ora.

Da quando vivo a Monza, però, la Formula 1 ha assunto un altro significato. Per me significa anche l'attenzione mediale su di una piccola città di provincia, la presenza di decine di tifosi stranieri e - soprattutto - la totale impossibilità di trovare un parcheggio vicino a casa. Questi aspetti secondari, dal circo mediatico alla mobilitazione di migliaia di persone, fanno parte della Formula 1. Codemasters, con il suo {F1 2010}, ha voluto cogliere entrambi gli aspetti e creare una simulazione a tutto tondo di questo straordinario evento sportivo.

Facciamo una premessa: la Formula 1 nei videogames ha avuto declinazioni piuttosto mediocri negli ultimi 6 o 7 anni. Ovvero, è dalla prima metà dello scorso decennio che non vediamo un titolo con licenza F1 degno di questo nome. Quando il progetto è passato in mano a Codemasters, tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo e, al contempo, abbiamo riposto molte speranze. Codemasters ha un'esperienza enorme nel campo dei racing game, e assai raramente ha sbagliato il tiro.

Lo diciamo subito: Codemasters, rispetto alle produzioni precedenti dedicate alla Formula 1, ha compiuto un miracolo. È riuscita a creare un titolo dedicato a questo mondo di ottima fattura, capace in un sol colpo di lasciarsi alle spalle svariati titoli semplicemente indecenti.

{F1 2010}, come detto, vuole portare sia l'aspetto delle corse che quello del "contorno" all'interno del gioco. Partiamo proprio da questo secondo aspetto, che ci vuole portare nei panni di un pilota di Formula 1 alle prese per la prima volta con il mondo delle corse. Dopo essersi creati un profilo ed avere selezionato il numero di stagioni da portare a termine prima di annunciare il nostro ritiro (tre, cinque o sette stagioni), ci viene proposto un contratto con una squadra di fondo classifica (nel mio caso non ho resistito alla Scuderia Toro Rosso, motore Ferrari). Poco dopo ci troviamo ad avere a che fare con giornalisti, manager, meccanici, ingegneri. Siamo perennemente attorniati da altre persone che ci dicono cosa fare, dove andare, come comportarsi. Ovviamente la scelta finale dipende sempre da noi, tuttavia la presenza dell'intelligenza artificiale nella modalità carriera non è solo un'ombra, ma una colonna portante.

Rispondendo alle domande dei giornalisti si influenza l'andamento della nostra carriera, l'opinione della nostra squadra nei nostri confronti, si accendono le rivalità, si attira l'attenzione di altre scuderie e, in generale, si accresce la competizione. Gli ingegneri nel box ci consigliano sul tipo di gomma e di assetto da utilizzare, e in corsa ci comunicano i tempi, i dati tecnici. In gara arrivano richieste di sorpasso, avvisi sulle penalità, eccetera. Da questo punto di vista, Codemasters ha colpito nel segno: dopo poche ore di gioco ci si sente veramente al centro dell'attenzione, con persone che si prendono cura di noi e ci consigliano in ogni momento della nostra carriera. Forse un aspetto negativo è dato dall'eccessiva bontà del nostro entourage: tutti ci vogliono bene, ci chiedono di migliorare ma non se la prendono più di tanto se commettiamo un errore. La pressione, in altre parole, non è mai troppo alta e non si ha quasi mai la sensazione di entrare in rotta con la propria squadra (come invece accade: l'opinione del team nei nostri confronti varia da gara a gara e a seconda delle nostre interviste).

Venendo invece all'aspetto della simulazione di guida, per la verità {F1 2010} non si configura come una profondissima simulazione. Certo, con tutti gli aiuti alla guida disattivati è un'impresa anche solo procedere in linea retta (scordatevi di guidare con il pad in modalità difficoltà massima, un volante con pedaliera diventa obbligatorio), ma nel complesso si ha la sensazione che il gioco ci risparmi molti errori e imprevisti. Capita, ad esempio, di ricevere l'ordine dalla scuderia di non portare il motore ai massimi regimi, causa un possibile surriscaldamento. Abbiamo provato in ogni modo a fondere il motore, ma non siamo mai riusciti. Allo stesso modo gli incidenti perdonano qualunque cosa: uno schianto a 190 km all'ora contro un'auto ferma dopo un testacoda provoca la semplice rottura del musetto anteriore. O, ancora, lo scontro con un muretto laterale dopo una curva troppo lunga (che dovrebbe quantomeno provocare la rottura del semiasse) rompe un pezzo di alettone che i meccanici consigliano di compensare con una piccola variazione dell'assetto in corsa.

Al contrario le varie configurazioni dell'auto, dall'aerodinamica ai diversi treni di gomme, influenzano in maniera vistosa il comportamento dell'auto. Sovrasterzo e sottosterzo pesano come un macigno, costringendo spesso alla scelta di compromessi aerodinamici in grado di garantirci un maggior controllo, a scapito della velocità massima. Straordinario il meteo, capace di influenzare pesantemente la guida. Il sistema adottato dagli sviluppatori è tremendamente preciso: in caso di pioggia è possibile vedere nettamente le scie asciutte lasciate dalle altre auto, e utilizzarle per guadagnare in grip e in velocità.

Un elemento che, invece, non funziona nel modo corretto è dato dai pit stop. Il pilota può richiedere una sosta ai propri meccanici semplicemente premendo un pulsante. La sosta è obbligatoria per chi giunge alla manche finale delle qualifiche, poiché in quel caso le gomme non possono essere sostituite tra le prove e la gara. Morale della favola: al terzo giro del GP del Bahrein ho letteralmente trovato la coda nel box. Sembrava di stare dal benzinaio in autostrada: dieci macchine che contemporaneamente entrano ai box, cambiano le gomme e poi ripartono. Naturalmente dandosi la precedenza. Il mio pit stop ha richiesto 8 secondi per sostituire le gomme e il musetto (rotto in una collisione alla prima curva) ma ho dovuto attendere 20 secondi per dare la precedenza agli altri. Mi sono ben presto ritrovato all'ultimo posto, iniziando un'improbabile rimonta. A saperlo mi tenevo le gomme usurate.

Sempre parlando di elementi negativi, nel complesso delude la grafica. Se le parti in gara risultano piuttosto piacevoli alla vista, le parti relative al paddock e a tutto quello che circonda il mondo della Formula 1 è impreciso e, all'apparenza, in bassa definizione. La presentazione, i menù e la struttura delle opzioni, al contrario, è molto curata. Codemasters è uno sviluppatore esperto anche in questo senso, e la cosa si vede.

Ottimo invece il sonoro, con musiche mai noiose o ripetitive, rombi dei motori registrati direttamente nelle officine di produzione e un ottimo doppiaggio in italiano (perlomeno per quanto riguarda il nostro entourage, i giornalisti - veri - sono pessimi doppiatori).

Nel complesso {F1 2010} non è solo un balzo in avanti in un franchise da tempo deludente: è una sua nuova rinascita. Il fatto che Codemasters abbia preso in mano questo prodotto è una vera benedizione: finalmente abbiamo un gioco di Formula 1 degno di questo nome, piacevole, assuefante. L'ambizione di Codemasters di unire gli aspetti del pilota come sportivo e del pilota come essere umano, però, ha probabilmente generato qualche piccolo sacrificio sia nella parte propriamente tecnica che in quella simulativa, impedendo al gioco di diventare quel capolavoro che ci aspettavamo. {F1 2010} rimane però un titolo solido, adatto non solo ai fan più sfegatati della Formula 1 ma a tutti gli amanti dei racing game.

08 Gamereactor Italia
8 / 10
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Splendida modalità carriera, ottimo meteo, assuefante
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Grafica così così, simulazione non al top, pit stop orribili