Gamereactor

Gamereactor
Preview
Command & Conquer

Command & Conquer

Abbiamo visitato Victory Games, scoprendo in anteprima il futuro free-to-play del celebre franchise di giochi strategici.

La storia di Command & Conquer è iniziata negli uffici di Westwood Studios con l'uscita del gioco originale, nel 1995, ed è proseguita con Tiberium, Red Alert e Generals. Quando EA ha chiuso Westwood Studios, lo sviluppo è stato ripreso in mano da EA Los Angeles, che ha portato la saga fino a {Command & Conquer 4: Tiberian Twilight} (2010). EA ha poi deciso di creare un nuovo studio - Victory Games - con il compito di creare il futuro della serie C&C. Ci sarebbe molto da scrivere sul passato ma - per ora - concentriamoci sul futuro. E questo titolo è più di un semplice gioco, è un servizio.

Quando {Command & Conquer} (2013) fu annunciato, venne battezzato Command & Conquer: Generals 2 e ritenuto simile ai capitoli precedenti della serie. L'universo di Generals, nato nel 2003, era stato lasciato abbandonato a se stesso e i fans avevano iniziato a chiederne un sequel. Anche se condivide la maggior parte delle nozioni di base con gli altri titoli della serie (Red Alert e Tiberium), il gioco era più pacato, la storia aveva un tono sobrio, e le sue caratteristiche imprimevano una leggera svolta al gameplay.

Ad un certo punto, Command & Conquer: Generals 2 venne ripensato come titolo free-to-play, ma dispone di ancora dell'ambientazione di Generals con il GLA (Global Liberation Army), accompagnati dall'Unione Europea e dall'Asia-Pacific Alliance (APA). Come ci si aspetta, i GLA sono una forza improvvisata, l'UE funge da controparte tecnologicamente avanzata, e l'APA ha una netta superiorità numerica. Quando ne abbiamo parlato con Tim Morten di Victory Games, ci rivela che il gioco era in realtà inizialmente stato pensato con il modello free-to-play modello, poi ricostituito come Command & Conquer: Generals 2, per poter tornare al concetto originale nel corso del 2012. Vi sembra complicato? Beh, almeno il gameplay è quello che ci si aspetta da ogni titolo C&C.

Quando C&C: Generals 2 venne ricicciato come gioco free-to-play, si sollevarono alcune proteste per il fatto che il gioco non avrebbe avuto alcuna componente narrativa - nessuna campagna. E questo è un grosso problema: anche se nei giochi di strategia in tempo reale una solida base risiede nelle partite multiplayer, il franchise di C&C ha sempre avuto un forte seguito di fan attenti alla trama, alle scene live action e agli attori che le hanno interpretate.

"Potremmo creare una storia in seguito, se ci verrà richiesto", dice Tim Morten. "Forse faremo delle mini-campagne o qualcosa del genere."

Forse più tardi. Non importa. L'idea è che ciò che ci è stato presentato - tre fazioni, quattro modalità di gioco (due PvP, due PvE ) - è una base su cui più si può costruire nel tempo. I PR ci hanno parlato di quattro pilastri: il motore Frostbite, un RTS di qualità AAA, un servizio live e il patrimonio di C&C come meccanica di base.

Non amo parlare per punti, ma cerchiamo di esaminare il discorso relativo al motore Frostbite, dato che molto probabilmente è l'aspetto più interessante. Command & Conquer - un gioco free-to-play di strategia in tempo reale - si avvale del motore più sofisticato a disposizione di EA, e si vede. La distruzione degli elementi sulle mappe è piacevole, e anche se questo gioco non spinge certo il motore ai suoi limiti, è incoraggiante sapere che c'è spazio per migliorare ulteriormente, e il fatto che il gioco stia usando lo strumento di nuova generazione di EA è di buon auspicio per un sostegno del gioco a lungo termine.

Come al solito, quando ci presentano un gioco free-to-play, le rassicurazioni ci suonano fin troppo familiari: non sarà un gioco "pay to win", dicono. Naturalmente, quello che intendono dire è che il pagamento non compenserà la mancanza di competenze sul campo di battaglia, ma i soldi aiuteranno a guadagnare XP più velocemente, o semplicemente aggiungeranno opzioni di personalizzazione. È difficile dire che tipo di effetto può avere sul gioco, ma se ci sarà un matchmaking solido, le cose potrebbero non influenzare il tutto in maniera negativa.

Dopo aver giocato 45 minuti circa di schermaglia singleplayer, osservo un paio di sviluppatori muovere guerra verso un paio di colleghi in multiplayer. Sono fiducioso che Victory Games stia per consegnare un gioco (o un servizio) degno di questo franchise. Non stanno sovraccaricando il gioco di contenuti, ma si spera che le cose saranno approfondite in futuro, con l'aggiunta di fazioni più innovative, nuove unità e meccaniche.

La mappa che ho provato nella schermaglia mi ha fornito un sacco di informazioni strategiche (sugli edifici di base) e tattiche (sui punti di imboscata e di attacco dai fianchi). Giocare nel ruolo dei GLA contro l'Unione europea significa impiegare un sacco di carri armati ed elicotteri. Inseguire e abbattere l'ultima unità nemica rimasta in piedi mi ha portato alla mente un sacco di bei ricordi.

La schermaglia è una delle due modalità PvE - la seconda è la modalità Onslaught, con sistema cooperativo a orde. Sembra interessante, e Victory Games ha detto di avere altre modalità in cantiere (create sulla base del feedback dei giocatori). Il multiplayer (PvP), invece, è caratterizzato dal classico deathmatch e dalla modalità Domination.

Forse i fan accoglieranno con calore la notizia che il nuovo {Command & Conquer} sarà una sorta di servizio piuttosto che un gioco stand-alone. E sembra che gli autori di questo nuovo gioco non vedano l'ora di aggiungere nuovi capitoli storia e alla tradizione. Tim Morten ha anche ammesso di voler aggiungere un quarto universo alla storia di C&C, ma per il momento tutto si concentrerà sulle nuove fazioni di Generals.

04 Gamereactor Italia
4 / 10