Dead or Alive: Dimensions
Ritorna la serie con le protagoniste più affascinanti nella storia dei videogiochi. Dead or Alive: Dimensions rappresenta un compendio di quanto è mancato sulle console Nintendo.
{Dead or Alive: Dimensions} rappresenta sia il primo titolo della serie a sbarcare su di una console Nintendo che un segno di cambiamento. Data la svolta casual di Nintendo Wii e Nintendo DS, la presenza di Dead or Alive (e delle sue pettorute protagoniste) su di un dispositivo portatile targato Nintendo, lascia intuire come l'azienda di Kyoto stia cercando di recuperare una certa fetta di mercato. La cosa si nota già su Nintendo 3DS e, ci auguriamo, sarà ulteriormente confermata dopo l'E3 di quest'anno.
Al contempo, {Dead or Alive: Dimensions} si mette alla ricerca del tempo perduto, offrendoci una visione d'insieme di tutti i titoli della serie. Ne risulta un prodotto molto denso, una sorta di compendio esteso di quanto visto negli ultimi dieci anni, un tentativo di spiegare ai giocatori Nintendo che cosa ha rappresentato questa serie per il mondo dei videogiochi.
Ritroviamo dunque tutti i personaggi, i luoghi e le storie che hanno costruito Dead or Alive a partire da quando, nel 1996, il primo titolo fece la sua comparsa nelle sale giochi. La serie ha avuto il grande pregio di prendere le distanze dagli altri picchiaduro, fornendo un gameplay estremamente frenetico, composto da combo esageratamente complesse e da contromosse spesso più utili delle mosse offensive. Ne è conseguita una giocabilità molto profonda, che ha consentito per la prima volta di adottare in un beat em up un approccio difensivo.

L'evoluzione di questa serie ha introdotto nuovi personaggi e nuove mosse, oltre a un costante perfezionamento grafico che si è accompagnato alla crescente carica erotica delle protagoniste. In barba al sessismo, per una certa fetta di pubblico Dead or Alive si è sempre accompagnato alla parola "tette". Gli sviluppatori ne sono consapevoli, tanto da aumentare le taglie di reggiseno delle eroine in maniera quasi costante.
Uno degli elementi più interessanti di ogni Dead or Alive, dunque, era dato dalla continua aggiunta di elementi che tenevano alto l'interesse nei confronti del prodotto. Nuove mosse, dunque, ma anche nuovi personaggi, nuovi costumi e - ancora - nuovi decolté. {Dead or Alive: Dimensions} non ha niente di tutto questo.
Il gioco, come abbiamo detto, prende il meglio di tutte le serie e lo impacchetta in un'esperienza tascabile. Non si prova mai alcun senso di novità, se non fosse per l'aggiunta dell'effetto 3D e delle sfide on-line, di cui parleremo tra poco. Va detto, però, che quasi tutto è realizzato con estrema cura.

Una delle modalità principali del gioco, denominata "Chronicle", mostra un riassunto della trama celata dietro ogni titolo della serie Dead or Alive. Saliamo ancora una volta sulla nave da crociera teatro del primo torneo, ritroviamo il villaggio di Kasumi, il laboratorio, il dojo, eccetera. Sfortunatamente, a fronte di una trama certamente ricca ritroviamo un intreccio davvero bizzarro. Spesso non si comprende l'andamento cronologico degli eventi, né si capisce perché ci si ritrova in un luogo piuttosto che in un altro. Un vero disastro da un punto di vista narrativo, aggravato dalla durata sconfinata di alcune cut-scene.
La storia non è fondamentale, pur considerando che in un gioco che si pone l'obiettivo di sintetizzare più di dieci anni di storia videoludica in una sola cartuccia, trama e intreccio hanno un ruolo più importante del solito. Ciò che invece è fondamentale è il tutorial che si cela tra una cut-scene e l'altra: le nozioni sono davvero tantissime ed è impensabile apprenderle al primo colpo. I tutorial ci danno un'infarinatura generale e ci mostrano la grandezza delle meccaniche di gioco sottese alla serie Dead or Alive.

A questa modalità principale si aggiungono le consuete modalità di allenamento, di scontro libero 1 vs 1 o 2 vs 2 (con un compagno controllato dal computer), di sopravvivenza contro un'orda continua di nemici e una modalità arcade, in cui si combatte per guadagnare tempo extra. Riguardo al multiplayer, il gioco si divide tra il classico multiplayer locale via wireless e il multiplayer via internet. Quest'ultimo, pur soffrendo di sporadici problemi di lag e di matchmaking, si è rivelato davvero molto divertente.
Da segnalare, infine, una modalità che fa uso del collegamento StreetPass, in cui incrociando altri possessori del gioco per strada possiamo accedere a uno scontro virtuale, in cui sconfiggiamo un avversario le cui potenzialità sono calcolate dal computer e tradotte in un'intelligenza artificiale più o meno tenace. Divertente, sebbene resti da verificare l'effettiva accuratezza della traduzione da giocatore reale a giocatore virtuale.
Nel complesso, infatti, l'intelligenza artificiale del gioco sembra non brillare. I primi tre capitoli della modalità "Chronicle" sono di una facilità disarmante. Certo, la modalità "Chronicle" è una sorta di tutorial esteso del complicato sistema di combattimento. Va però detto che si sente quasi totalmente la mancanza di sfida, e le noiose cut-scene non fanno altro che peggiorare le cose.
Da un punto di vista prettamente tecnico, Dead or Alive presenta una grafica di livello più che buono. Qualche evidente problema di scaling accompagnato a qualche texture davvero old-gen non compromettono il risultato finale che, ancora una volta, consente un gameplay fluidissimo. Purtroppo, l'effetto 3D sembra ancora una volta remare in direzione opposta al pacchetto grafico del gioco. Certo, durante le cut-scene la stereoscopia mette in evidenza la profondità di campo, ma durante il gioco risulta quasi un elemento di troppo.


Riguardo alla parte sonora, il gioco ha una quantità enorme di dialoghi nella modalità chronicle. Si tratta di un lavoro davvero apprezzabile, considerando inoltre che è possibile sentirli sia in inglese che nell'originale giapponese (lingua che ci sentiamo in dovere di consigliare caldamente). Una nota: il gioco di default non attiva i sottotitoli nelle cut scene: vi consigliamo di abilitare questa opzione ancora prima di iniziare a giocare. Fortunatamente il gioco, sonoro a parte, è completamente localizzato in italiano.
Nel complesso {Dead or Alive: Dimensions} è un gioco curatissimo. Tutto, a partire dai menù con sfondi sensibili al movimento, nasconde un qualche elemento in grado far meritare agli sviluppatori un plauso. Il sistema di controllo è ottimo (sebbene più proficuo con il D-Pad che con lo stick analogico, da sommarsi alla possibilità di effettuare le combo più difficili tramite touch screen) e la longevità davvero eccellente. Se il gioco avesse introdotto qualche elemento davvero nuovo e un'intelligenza artificiale più curata, probabilmente rappresenterebbe uno dei migliori titoli della serie.
In ogni caso, {Dead or Alive: Dimensions} è un gioco di ottima fattura. Sia i fan della serie che i fan dei picchia duro in generale dovrebbero ponderarne l'acquisto: la profondità di gioco e le numerose modalità incluse possono intrattenere a lungo.
Gamereactor Italia