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Xbox One: Benvenuta next-gen Microsoft!

Ma qual è la vera essenza del concetto "next-gen" e quali sono le nostre aspettative?

Abbiamo atteso questo giorno da mesi. Si sono inseguite notizie su notizie, rumour su rumour, comunicati su comunicati, trailer su trailer. L'abbiamo odiata ancor prima che arrivasse nei nostri salotti per la questione relativa ai DRM, per la sua risoluzione non proprio next-gen, per l' "always-on", per l'introduzione obbligatoria del Kinect e per il suo conseguente prezzo da mutuo. Ma l'abbiamo anche amata nel vederla risplendere nella sua grafica mozzafiato, per la sua multimedialità intrinseca già a partire dal suo nome (quel definitivo "One", a indicare la sua funzione di centro multimediale, che racchiude games, TV e cinema), e per l'indiscussa ventata di novità che la nuova generazione, a partire dalla stessa console di Microsoft, è pronta a regalarci.

Ci siamo, è arrivato il 22 novembre 2013. Per molti sarà un venerdì come tanti altri, ma per i giocatori più accaniti rappresenta l'inizio di una nuova era videoludica, in cui una maggiore interattività - a partire con la console stessa - e una maggiore spettacolarità è pronta a prendere il sopravvento rispetto a quanto visto in un passato piuttosto prossimo. Ma quanto siamo pronti ad addentrarci nella next-gen? Quanto è pronta la console Xbox One a farsi portavoce (alla fine, in ordine cronologico, è la prima ad approdare in questa nuova era "gio-logioca", perdonate la battuta di scarso spessore) di quella che si presenta come una realtà rivoluzionaria? E quanto, gli stessi sviluppatori, sono pronti a lanciarsi in questa nuova sfida tecnologica?

Personalmente, ho avuto la possibilità di avvicinarmi ai giochi next-gen di Microsoft a spizzichi e bocconi, in eventi di varia natura - a quanto pare, essendo noi un portale di dimensioni ridotte in Italia, non abbiamo potuto godere del privilegio di ricevere una console debug per provare la line-up di lancio, e annessa console - e l'impressione complessiva percepita, dal basso della mia esperienza, è quella di avere di fronte una macchina con grande potenziale, ma non applicata a sufficienza. Vi ricordate quando i nostri professori decantavano ai nostri genitori le nostre grandi potenzialità, seppellite da una tonnellata di pigrizia e superficialità? Ecco, la sensazione di fronte alla console next-gen di Microsoft è proprio questa: un hardware che ha avuto troppa fretta di arrivare, ma che non appoggia ancora su basi solide tali da giustificarne un arrivo con il botto.

A dimostrazione, è la stessa line-up che ci è stata rifilata al lancio. Due esempi, in particolare, rappresentano a mio avviso i titoli che maggiormente si avvicinano al concetto di next-gen: {Ryse: Son of Rome} e {Forza Motorsport 5}.Tuttavia, dopo esserci riempiti gli occhi di una grafica da urlo ed effetti speciali da orgasmo, la sensazione è quella di non avere tra le mani nulla di più. Manca una certa profondità, aspetto che non si limita ad un gameplay semplificato - i tanti temuti QTE fanno la loro comparsa, lasciandoci parecchia amarezza come nel caso di Ryse -, a contenuti ridotti ai minimi termini, come nel caso di Forza; il problema è anche un livello narrativo quasi assente. Di fronte a prodotti più recenti, quali {The Last of Us} e {Beyond: Due Anime} (ma potrei citarne altri e di generi completamente diversi) caratterizzati da script molto forti e che si armonizzavano perfettamente alla nostra esperienza videoludica vera e propria, la pochezza di contenuti narrativi (e non solo, ribadisco), almeno in questi primi prodotti, è particolarmente evidente.

Un aspetto, quello del blockbusterone, che ha già seminato danni in un'altra arte, il cinema. Ancor prima del videogioco, le ultime innovazioni tecnologiche - a differenza di quanto fatto negli anni Settanta, come nel caso del Dolby in Star Wars, che aveva una funzione non solo di miglioramento tecnologico, ma con l'intento principale di immergere lo spettatore nell'esperienza cinematografica in senso lato - hanno portato ad uno svuotamento dell'esperienza in senso stretto: non si punta più ad un'immersione psicologica dello spettatore, ma si preferisce aggredire i suoi sensi, bombardarlo di effetti speciali, stordirlo con la grandiosità tecnologica. Ma cosa ci resta di questa esperienza se non una patina di superficiale bellezza?

Alla luce di quanto abbiamo potuto toccare con mano di questa nuova generazione, la tendenza sembrerebbe analoga anche in questo settore. Prediligere una certa straordinarietà tecnologica a scapito di una certa profondità a tutti i livelli. Sarebbe tuttavia assurdo tentare di profetizzare il cammino che caratterizzerà da qui ai prossimi anni la nuova ondata di console. Siamo appena agli inizi di questa new wave che sarebbe davvero superficiale fondare l'analisi di quanto accadrà solo su una manciata di titoli. Tuttavia, è proprio la line-up di lancio a condurci ad alcune domande: qual è l'essenza vera di una next-gen? Ma soprattutto, quali sono le nostre aspettative nei confronti di un'esperienza che vorrebbe definirsi di nuova generazione? E qual è il valore aggiunto "next-gen"?

Mentre cerchiamo di dare risposte, vi consigliamo di dare una sbirciatina ai nostri pareri sulla line-up di lancio. Così, giusto per darvi un'idea maggiore.